Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

Giulio Cesare Croce

"Le sottilissime astuzie di Bertoldo" è un libero rifacimento di un piccolo libretto, "El dyalogo de Salomon e Marcolpho", apparso anonimo nel 1502 a Venezia, in cui il re Salomone passa il tempo ad interrogare il bruttissimo e deforme Marcolpho. Giulio Cesare Croce, girovago cantastorie, lo adottò a schema per raccontare la sua allegoria del mondo. I protagonisti, Bertoldo e Bertoldino, padre e figlio, sono due contadini che in un'immaginaria corte si scontrano con il potere, l'uno, Bertoldo, sfoderando un'astuzia catastrofica, l'altro, Bertoldino, sfoderando un'idiozia inarrestabile. Le storie di Bertoldo, di sua moglie Marcolfa, del figlio Bertoldino, di re Alboino hanno finito per diventare, nei secoli, proverbiali, perché Croce si preoccupò di intrecciarle con modi di dire, nonsense, proverbi e con tutti gli ingredienti che la cultura popolare del tempo aveva sedimentato in frottole e canzoni. Alle figure di Bertoldo e Bertoldino il musicista Camillo Scaligeri dalla Fratta, in arte Adriano Banchieri, aggiunse nel 1620 un terzo personaggio, Cacasenno, nipote di Bertoldo e più idiota del padre Bertoldino: un modo di chiudere il destino di una generazione fiabesca.

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Titolo: Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno
Autore: Giulio Cesare Croce
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 1995
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ISBN: 9788804403647