La vecchiaia è davvero il crepuscolo della vita o può diventare uno spazio nuovo del possibile? Questo volume affronta la senescenza come territorio di confine e di incontro tra letteratura e neuroscienza, memoria e biologia, narrazione e sperimentazione clinica. A partire dall’Elogio della vecchiaia di Paolo Mantegazza, la riflessione si apre a un dialogo serrato tra l’indagine letteraria e quella medica, facendo luce sugli aspetti ontologici e biologici dell’età tarda senza ridurli a semplice declino. Dalle ricerche di Charcot e Binet alle teorie sulla longevità di Metchnikoff – che attraversano anche la sensibilità letteraria di Pirandello e Svevo – la vecchiaia emerge come uno spazio dinamico in cui il pensiero, la scrittura e la ricerca scientifica continuano a generare senso. Le più recenti prospettive sul rallentamento dei processi degenerativi, sull’estensione della vita e sull’impiego dell’intelligenza artificiale mostrano come la medicina contemporanea non si limiti a prolungare gli anni, ma ambisca a ripensarne la qualità. Invecchiare senza perdere sé stessi, accettando la fisiologia senza cedere alla passività, è la sfida più alta. Come suggeriva Mantegazza, la felicità non segue linee rette, né disegna cerchi perfetti: «è una linea irregolare con capi e seni, penisole e istmi, fiumi e laghi, monti e valli». In questa irregolarità viva e feconda si colloca la vecchiaia: non fine, ma forma diversa del tempo.
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Titolo: Elogio della vecchiaia. Letteratura e neuroscienza
Autore:
Rossella Palmieri,
Gaetano Serviddio
Editore: Edizioni ETS
Data di Pubblicazione: 2026
Pagine: 136
Formato: copertina-morbida
ISBN: 9788846775740