Il lamento di Portnoy

Il lamento di Portnoy

Scritto nel 1969 e accolto con grande favore dalla critica, "Lamento di Portnoy" sviluppa uno dei Leitmotiv che attraversano l'intera opera di Philip Roth: il conflitto mai risolto tra fedeltà alla tradizione ebraica e attrazione verso la cultura americana, in cui peraltro lo scrittore statunitense dimostra di sapersi muovere con estrema spregiudicatezza. Il 'lamento' del giovane ebreo Alexander Portnoy al suo psicanalista - un monologo che via via si trasforma in un vero e proprio rito liberatorio - costituisce un violento, satirico e grottesco atto d'accusa contro tutte le componenti più ossessive e conservatrici dell'ebraismo. Con una potente vis comica e caricaturale, convogliando nel protagonista una rabbia generazionale e un desiderio prepotente di prender parte all'"american way of life", all'insegna dell'eccesso, del parossismo e di uno spigliato erotismo, Roth reiventa la tipologia del romanzo ebraico americano, offrendo nel contempo una rilettura ardita di tutti i temi e i problemi di quella grande America che il giovane Portnoy cerca di abbracciare e possedere.
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