Il mago di Oz

Il mago di Oz

"Il Mago di Oz fu la mia prima influenza letteraria" scrive Salman Rushdie a proposito di questo grande classico della cinematografia mondiale. Per l'autore dei "Versi Satanici", "Il mago di Oz" è infatti molto più di un film per bambini. E' una storia "la cui forza propulsiva è proprio l'inadeguatezza degli adulti", che "Obbliga i bambini a prendere in mano il proprio destino e, ironicamente, a crescere da soli". Rigettando perciò l'idea secondo la quale "Il mago di Oz" termina con un confortante ritorno alla quiete della vita di tutti i giorni, Rushdie considera Oz alla stregua di una profonda riflessione sull'esilio, nella cretezza che l'unica vera casa è quella che noi stessi ci siamo costruiti, fuori e dentro di noi. Il brillantissimo "saggio" che commenta puntualmente le varie sequenze del film, è arricchito da uno scintillante racconto intitolato "All'asta delle scarpette rosse", incentrato sul giorno in cui le magiche scarpette rosse indossate da Dorothy nel film vengono battute a 15.000 dollari a un'asta futuribile e inquietante in cui qualunque sogno, passato e futuro, è in vendita.
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