I fiumi dell'oro. L'ascesa dell'impero spagnolo

I fiumi dell'oro. L'ascesa dell'impero spagnolo

Nel 1513 Vasco Nunez de Balboa scriveva al re di Spagna Ferdinando il Cattolico che nella colonia di Darién, nell'attuale Colombia, scorrevano fiumi ricchi di oro e i nativi possedevano più oro che cibo. La lettera, resa pubblica, generò una vera e propria migrazione di avventurieri dalla madrepatria al Nuovo Mondo. In quest'opera ricca di testimonianze e documenti coevi, Hugh Thomas illustra le memorabili imprese di due generazioni di esploratori, colonizzatori, governatori e missionari che, tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI, aprirono la strada al vasto impero spagnolo nelle Americhe. L'autore descrive con minuzia i viaggi, le speranze, i successi ma anche le illusioni dei grandi navigatori, da Colombo a Cortés, fino a Magellano e Pigafetta: uomini eccezionali che impressero alla storia una svolta che avrebbe cambiato la visione nonché gli equilibri del mondo. E, accanto ai grandi protagonisti divenuti leggendari, ci presenta alcune figure minori che con le loro peripezie completano il quadro di un'epoca di grandi conquiste. A spingere questi uomini alla scoperta di nuove terre fu, oltre alla ricerca dell'oro, la caccia di anime da convertire al cristianesimo, condotta da sacerdoti ispirati da profondi ideali, ma anche da uomini senza scrupoli che avevano come unico scopo quello di assoggettare i nativi 'anima e corpo'. Il primo impatto tra Vecchio e Nuovo Mondo fu differente a seconda dei luoghi e delle comunità incontrate. Alcuni gruppi di indios guardarono con ingenua curiosità l'arrivo degli 'evoluti' europei e con entusiasmo li accolsero offrendo ospitalità e doni. Altri invece non gradirono affatto questa invasione e la combatterono con ogni mezzo. Quanto ai conquistatori, a prevalere fu il desiderio di ricchezza e di potere, che costò ai nativi americani spoliazione, morte, riduzione in schiavitù. Contro le violenze si levarono all'epoca coraggiose voci di dissenso, prima tra tutte quella di Bartolomé de Las Casas che denuncio apertamente e senza timore i soprusi e le crudeltà che si andavano perpetrando sulle popolazioni locali. Alla sete di conoscenza del Nuovo Mondo si accompagnavano sogni di gloria militare e politica: nel giro di pochi decenni la Spagna creò in quelle terre lontane un vastissimo impero invidiato da tutte le altre nazioni europee e destinato a durare incontrastato per diversi secoli. Molto suggestivi risultano i ritratti dei re cattolici, Isabella e Ferdinando, dei loro figli e nipoti, fino a quel Carlo V che divenne imperatore del Sacro Romano Impero. Un libro che riesce a far rivivere dopo mezzo millennio gli eventi e le passioni che posero le basi dell'era moderna.
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