L'Emergenza
Crollano così gli imperi: prima in modo impercettibile, poi con un improvviso scossone. Il dottor Hugo Rustin, stimato primario di chirurgia, lo sa bene. L'ha studiato a scuola, e lo vede accadere al suo mondo in un giorno di fine primavera, quando l'élite governativa fugge d'un tratto dalla capitale, i funzionari abbandonano i loro posti, la polizia scompare dalle strade. Così inizia l'Emergenza. E, mentre tutto attorno a lui si sgretola - la legge, le gerarchie, perfino il linguaggio - Rustin tenta di aggrapparsi a ciò che conosce: il lavoro, la famiglia, un'idea di umanità fondata sul rispetto e sulla responsabilità individuale. Nel vuoto lasciato dall'impero prende forma una nuova visione collettiva che promette uguaglianza, solidarietà e rinascita. Le vecchie differenze si annullano, i ruoli si dissolvono, e persino gli ultimi - i giovani, gli Stranieri arrivati da lontano - trovano spazio in questo ordine nuovo e imprevedibile. Per molti è un tempo di entusiasmo e scoperta; per Rustin, invece, diventa una lenta perdita di controllo. L'ospedale che dirige non gli appartiene più, le regole che lo guidavano vengono messe in discussione, e la sua stessa famiglia - la moglie Annabelle e la figlia Selva - sembra abbracciare con crescente fervore quel cambiamento che lui fatica ad accettare.
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