La mite-Il sogno di un uomo ridicolo
Il cadavere della moglie è steso su un tavolino nel soggiorno: poche ore prima si è lanciata dalla finestra. Accanto, il marito - ex ufficiale ora usuraio - si abbandona a una confessione febbrile, ricostruendo i silenzi e le crudeltà che hanno spinto la giovane sposa a togliersi la vita. È un uomo solo, alle prese con i propri fantasmi. Proprio come l'"uomo ridicolo" che, tentato dal suicidio, attraverso un sogno approda alla fede in un'umanità rinnovata. Monologhi laceranti, La mite (1876) e Il sogno di un uomo ridicolo (1877) mettono in scena la dialettica tra disperazione e rinascita.
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