Quo lapis? Inventare una scuola colorata

Quo lapis? Inventare una scuola colorata

Può la pianticella dell'arte - così delicata, così fragile - sopravvivere e addirittura attecchire in un ambiente come la scuola media italiana, refrattario ad ogni cambiamento, saturo di demagogia ministeriale e di vittimismo impiegatizio, inquinato d'ignoranza e reso arido da uno strato compatto, in superficie, di polveri burocratiche?Lino Di Lallo, architetto, allievo all'Università di Firenze, di uno straordinario maestro come Eugenio Battisti, e poi lui stesso maestro in scuole medie periferiche della sua città, ha preso alla lettera la dicitura della materia che insegna: Educazione artistica; e si è messo in testa, da quel poeta e da quel matto che è, di far entrare l'arte - cioè proprio l'arte come esperienza, e non soltanto le chiacchiere sull'arte - tra i muri scrostati delle scuola di Stato, e nei pensieri e nella vita dei ragazzi che hanno avuto la fortuna di incontrarsi con lui. Con risultati straordinari. I miracoli, si sa, riescono solo ai santi e ai matti; e può accadere che una scuola come la scuola italiana, afflitta da mille mali cronici e rimasta ferma, per certi versi, all'ottocento, annoveri esperienze didattiche come quella di "Quo lapis?", che sarebbe all'avanguardia in qualsisi altro paese d'Europa e del mondo.
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