Grande seno, fianchi larghi

Grande seno, fianchi larghi

Shangguan Lu, dopo aver partorito sette figlie femmine, riesce finalmente ad avere l'agognato maschio, in grado di perpetuare la stirpe. Fabbri da generazioni, gli Shangguan vivono in un villaggio rurale della zona di Gaomi, nella provincia orientale dello Shandong; a seguito dell'uccisione degli uomini della famiglia da parte degli invasori giapponesi, la giovane madre si ritrova a dover crescere, da sola, il nuovo nato e le sorelline. E' Jintong, il Bambino d'oro, l'io narrante del romanzo; frutto in realtà di un amore adulterino con il prete occidentale Ma Luoya, è il figlio prediletto e viziatissimo, allattato fin quasi all'adolescenza, che fa del seno l'icona feticistica di tutta la sua vita. Icona che cercherà crescendo nelle altre donne, a partire dalle sorelle, di cui segue da vicino i destini quanto mai diversi. Ciascuna di loro si legherà infatti a uomini spesso all'opposto per aspirazioni e carattere: proprietari terrieri e banditi patrioti, esponenti del Partito nazionalista e militanti del neonato Partito comunista, occidentali venuti a sostenere una delle fazioni in lotta e bizzarre e macchiettistiche figure. La parabola di ciascun personaggio si salda alla storia travagliata della Cina, dai tardi anni Trenta del conflitto sino-giapponese alle carneficine della guerra civile, fino all'avvento dell'era maoista e al suo superamento nell'ultimo ventennio del secolo appena trascorso. Jintong, su cui si concentrano le aspettative di madre e sorelle, da studente modello si ritroverà manovale in una comune agricola, detenuto in un campo di lavoro, danaroso imprenditore e vagabondo perdigiorno, facile preda di voraci personalità femminili. Nessuno meglio di Mo Yan sa rendere l'anima senza tempo della civiltà e della cultura cinesi, attraverso le sue mille evoluzioni e sfaccettature. La particolare cifra, fantastica ed epica, comica e tragica, della sua scrittura si condensa nella potenza di metafore come quella della madre-terra, di cui tutti, pur nella loro diversità e nei loro conflitti, sono figli. O quella del figlio 'bastardo' che non si risolve a crescere, che non trova la propria identità e collocazione, così simile alla Cina contemporanea in continua oscillazione fra conservazione e riforme.
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