Cane e padrone
Un legame di profondo affetto, quasi simbiotico, lega il narratore al fedele Bauschan, un bracco di origini bastarde e di indole piuttosto rustica che ha preso il posto dell'aristocratico e nevrotico Percy e ha conquistato il padrone con la sua spontaneità e goffaggine. Il racconto trae spunto dalle passeggiate di Thomas Mann lungo le rive dell'Isar, alla periferia di Monaco. Nei quotidiani vagabondaggi, il cane introduce lo scrittore ai segreti del fiume e del bosco, gli rivela lo stretto rapporto che lega l'uomo al «giardino incantato» della natura, gli fa scoprire la solitudine e il silenzio contrapposti al fragore della città.
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