Alle origini delle icone
Lo studio dell’arte paleocristiana e bizantina vede ancora un problema non risolto: le origini e lo sviluppo dell’icona e il suo uso religioso. Thomas F. Mathews apre una strada di ricerca finora inesplorata con l’individuazione di un corpus di dipinti su tavola provenienti dall’Egitto precristiano, i cui soggetti e tecniche anticipano con evidenza le icone. L’Egitto ellenizzato fondeva il suo pantheon con gli dèi greci, in una singolare operazione di sincretismo (Arpocrate come Dioniso) e realizzava una produzione di tavole (icone) dedicate a varie divinità. Le prime immagini cristiane si formavano in analogia con la tradizione del tardo Egitto (Iside come Maria). Dalla ricostruzione di Mathews appare naturale per i cristiani l’uso di iconografie pagane per rappresentare figure della Rivelazione. Le icone divennero modelli iconografici per i secoli successivi e così il loro medium, la tempera, utilizzata anche da Cimabue, come dimostra l’analisi tecnica di Muller al termine del volume.
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