Raffaello

Raffaello

"Oggi mia moglie ed io siamo andati a palazzo Pitti..." annota nel suo "Diario" Nathaniel Hawthorne: è il 10 giugno dei 1858 e da qualche anno lo scrittore, console a Liverpool, percorre l'Europa con la metodicità e, si direbbe, la prevedibilità dell'americano teso a cercare un senso alla sua vita attraverso la verifica e l'incontro di due culture. "La collezione di quadri... è la più interessante che io abbia visto, e non mi sento né forse mi sentirò mai in grado di parlare di uno solo... Ma il quadro più bello del mondo, ne sono convinto, è la "Madonna della seggiola" di Raffaello. La conoscevo attraverso cento incisioni e copie, e perciò mi ha illuminato con una bellezza familiare, sebbene infinitamente più divina di quanto non l'avessi mai vista. Un artista la stava copiando, producendo qualcosa di assai vicino, certo, a un facsimile, e tuttavia senza, naturalmente, quel misterioso non-so-che che rende il quadro un miracolo". (Dalla Presentazione di Michele Prisco)
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