La ragazza di Cinecittà

La ragazza di Cinecittà

Filomena ha un sogno: diventare attrice. Ma al Quadraro, una borgata povera di Roma, è cresciuta in fretta, e a quasi quattordici anni serve già ai tavoli di un'osteria. Unico svago, i film coi suoi divi del cuore che guarda al cinema di quartiere: il biglietto costa, certo, ma a Filomena non mancano le risorse per infilarsi in sala e godersi la magia. È il 1937, e ci pensa il destino ad aiutarla, quando in osteria si presenta un uomo elegante e dallo sguardo volitivo, diverso dagli altri clienti. Si chiama Luigi Freddi, e poco lontano da lì ha dato l'avvio ai lavori per la costruzione di Cinecittà, la Hollywood sul Tevere che rifonderà l'industria del cinema italiano. È lui a offrirle, in un fugace incontro, la vera occasione di avvicinarsi al mondo del cinema, una calamita per quella ragazza ambiziosa e sfrontata, che si mostra subito disposta a tutto per esserne parte. Così, tra set monumentali e teatri di posa, camerini e attrici bizzose, Filomena sgomita per farsi conoscere, mentre le sfilano davanti i volti di future stelle come Alberto Sordi e Doris Duranti, Anna Magnani e Vittorio De Sica. Ma con l'avvento della guerra, mentre il regime s'illude di costruire un impero di celluloide, tutto crolla, i teatri di posa vengono depredati e Filomena dovrà scegliere se farsi abbagliare dalla "fabbrica dei sogni" o restare fedele a se stessa, se abbandonarsi all'amore che distrugge o a quello che salva.
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