Missing: hai visto questo corpo? Storie di corpi, sguardi e resistenza
Cosa significa parlare di corpi, in un'epoca in cui l'immagine di sé è prevalente in ogni istante? In cui vediamo il nostro volto in primo piano durante tutte le call, e non solo la mattina davanti allo specchio del bagno? In cui ci preoccupiamo della nostra forma fisica non più soltanto in spiaggia, ma ogni giorno sui social? In cui ci bombardano di messaggi di body positivity fino a farci pensare che forse, se non ci piacciamo, è perché non ci stiamo sforzando abbastanza? In queste pagine Muriel cerca di riportare chiarezza ed equilibrio all'interno di un discorso affrontato troppo spesso con giudizio e aggressività. E lo fa condividendo la sua storia personale, a partire dall'infanzia segnata da commenti sul peso, diete, lutti precoci e un progressivo dismorfismo alimentato dalle parole degli adulti. Con un linguaggio chiaro, accogliente e aperto all'altro, ci invita a riappropriarci delle parole; ci sprona a vivere il corpo come uno spazio sicuro, utile e desiderabile, a considerare le differenze come unicità e anche a sentirci liberi di non stare bene con noi stessi, certe volte.
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