Il tallone di ferro
Un diario ritrovato dopo sette secoli racconta come una democrazia può diventare, giorno dopo giorno, una macchina di paura. Nel XXVI secolo, in California, uno storico scopre un manoscritto nascosto nel tronco di una quercia. È il memoriale di Avis Everhard e ricostruisce gli "anni turbolenti" in cui l'America del 1912 scivola sotto il Tallone di ferro, una dittatura industriale che si insinua nei tribunali, nella stampa, nel lavoro, finché la violenza diventa metodo. Non servono mostri visibili. Bastano leggi ordinate, informazione addomesticata, pane distribuito come premio, mercenari pronti a colpire dove la folla si raduna. Avis viene da una famiglia perbene e crede di conoscere il mondo. L'incontro con Ernest Everhard, maniscalco e rivoluzionario, la costringe a guardare la "macchina invisibile" che regge la società plutocratica. Da quel momento la vita si sdoppia, tra salotti e comizi, feste e retate, parole che sembrano ragionevoli e decisioni che odorano di rovina. Il punto di non ritorno è la nascita della Comune di Chicago, il massacro, la rivolta schiacciata. Poi il racconto si spezza e lascia un vuoto inquietante.
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