La cittadella delle nevi

La cittadella delle nevi

Dechen, ovvero "felicità di diamante", è un ragazzino nato ai piedi dell'Himalaya, in un villaggio di una ventina di case. Sin da piccolo mostra una sensibilità particolare. Ha infatti la sensazione che sia possibile capire il mondo, fondersi con esso. Soffre la fatica dei buoi aggiogati per l'aratura, e non esita a donare tutto ciò che ha ai bisognosi. Per lui, i giorni più felici sono quelli in cui arrivano in paese i monaci buddisti per qualche cerimonia religiosa. Ascolta dunque rapito quando, durante una veglia accanto al fuoco, uno zio eremita gli racconta la propria vita sulle montagne, nella Cittadella delle nevi. Dechen inizia subito a fantasticare su come sarebbe vivere tra quei paesaggi dalla bellezza selvaggia, diventando anche lui saggio e sereno, quando il padre gli fa una proposta sorprendente: vorrebbe davvero andare via con Jamyang e dedicarsi a un'esistenza spirituale? E così si ritrova ad attraversare foreste e pantani, mentre lo zio gli mostra che tutto ciò che li circonda può essere letto come una metafora del cammino spirituale, da affrontare sostenendosi con i bastoni della saggezza e del metodo, senza mai perdere l'equilibrio ed evitando le sanguisughe dei pensieri vagabondi. In effetti, ogni oggetto, ogni avvenimento hanno un significato, se la mente è abbastanza aperta per accoglierli: questo il senso del viaggio iniziatico di Dechen.
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