Il ventriloquo

Il ventriloquo

I nazisti gli avevano rubato la libertà. Ma non potevano togliergli anche la voce. «Una storia grandiosa, raccontata con maestria. Fa riflettere» – Booklist «L'astuzia di Aubrion e dei suoi compagni è raccontata in modo egregio dall'autrice. Divertente, accurato ed emozionante, questo libro ci ricorda l'importanza di riconoscere la propaganda in ciò che vediamo e leggiamo. Raccomandato» – Heather Morris, autrice del Tatuatore di Auschwitz «Arte e artificio, vita e morte si scontrano in questa storia di resistenza sotto il regime nazista. L'autrice ci ricorda in modo superbo che la libertà di espressione è una forma di sopravvivenza. Un importante contributo alla letteratura sull'Olocausto» – Pam Jenoff, autrice della Ragazza della neve Belgio, 1943. Helene è orfana. Sopravvive a stento, spacciandosi per un ragazzo e vendendo qualche copia di «Le Soir», un tempo il quotidiano più popolare del Paese, ora ridotto a uno strumento di propaganda nazista. La vita di Helene è destinata a cambiare dopo l'incontro con l'eccentrico Marc Aubrion, che la introduce in un gruppo segreto di dissidenti che pubblicano articoli illegali. Quando i nazisti riescono a risalire agli oppositori, li mettono davanti a una scelta impossibile: trasformare i loro articoli in un'arma contro gli Alleati, piegandosi alla propaganda tedesca, oppure essere uccisi. Con le spalle al muro, Aubrion prende una decisione disperata: fingeranno di obbedire ai nazisti mentre prepareranno un'edizione fasulla di «Le Soir» che prenderà in giro Hitler e Stalin. In questo modo sfideranno apertamente i loro oppressori. Così "i ventriloqui" rischieranno la vita per dimostrare che, nonostante i nazisti abbiano tappato loro la bocca, non potranno mai ridurli al silenzio.
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