Il poeta alle «scuole delli religiosi». Dante, Pietro delle Travi e il convento di Santa Croce (1294-1296)
Di che cosa si dibatteva nelle «scuole delli religiosi» frequentate da Dante dopo la morte di Beatrice, là dove racconta di aver incontrato la Filosofia? Il volume risponde a uno degli interrogativi più cruciali della biografia intellettuale dantesca, portandoci dentro il convento fiorentino di Santa Croce. Qui, tra il 1294 e il 1296, aveva luogo l'insegnamento di Pietro delle Travi, teologo francescano la cui voce – ricostruita attraverso manoscritti in gran parte inesplorati – si rivela decisiva nella formazione del poeta fiorentino. Il libro porta alla luce le profonde consonanze fra la cultura scolastica locale e le opere fiorentine di Dante. Dalla Metafisica di Aristotele all'astronomia, dal rapporto tra lettere umane e verità di fede fino all'idea di Purgatorio, emerge come la teologia dei frati non fu per il giovane Alighieri una dottrina arida e accessoria, bensì il terreno fertile su cui edificare la Vita nova – il libello dedicato all'amore per Beatrice – e le fondamenta stesse della Commedia. Il libello giovanile viene così sottratto alla sola dimensione amorosa per essere riletto come un dispositivo letterario e teologico radicalmente nuovo. Un'indagine rigorosa che offre un accesso privilegiato al mondo intellettuale tardomedievale, rivelando un Dante capace non solo di ascoltare e assimilare il pensiero del suo tempo, ma di trasformarlo e rifondarlo.
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