Dio creò la mosca

Dio creò la mosca

'Drosophila melanogaster', chi è costei? Tradotto alla lettera, il nome significa "amante della rugiada, con addome nero". Più prosaicamente, si tratta niente meno che del moscerino della frutta, elevato al rango di mosca nel titolo, che riprende una citazione dello scrittore americano Ogden Nash. Sembra difficile credere che la drosofila sia riuscita a ritagliarsi un ruolo fondamentale nella storia della biologia, in particolare nella ricerca sperimentale della genetica moderna. Eppure questo animaletto in apparenza insignificante si dimostrò, fin dall'inizio del secolo scorso, un indispensabile assistente di laboratorio per almeno un paio di validissime ragioni: uno stile di vita senza pretese, quindi notevolmente economico, e un insaziabile appetito sessuale, con conseguente alta riproduttività. Il suo debutto ufficiale come organismo di studio avvenne nel 1900, in modo piuttosto anonimo, naturalmente: alcuni grappoli d'uva vennero lasciati sul davanzale di una finestra dell'Harvard University e tutte le drosofile che abboccarono all'esca furono portate in laboratorio per un esperimento. L'episodio segnò l'inizio di una storia che avrebbe rivoluzionato la biologia. In seguito quelle ricerche contribuirono notevolmente a diradare le nebbie che avvolgevano l'eredità genetica in tutto il regno animale, umani compresi. Nel corso degli anni, i geni della drosofila aiutarono a capire i meccanismi che regolano l'apprendimento e la memoria, l'invecchiamento, la nascita di nuove specie, l'eterno conflitto tra maschi e femmine in materia di sesso, la lotta contro il cancro, i cambiamenti climatici, i test sulla dipendenza da alcol e droga e sulle malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, fino ad avere un ruolo di non poco conto persino nella clonazione e nel Progetto Genoma Umano. Niente male per una creatura ritenuta irrilevante, incapace di suscitare emozioni forti e senza quarti di nobiltà. Con uno stile ironico e divertente, accessibile anche ai non addetti al lavoro e ben lontano da quello asettico di molti saggi scientifici, Martin Brookes ci guida con competenza e rigore lungo il secolo di vita sperimentale della drosofila - autentica icona scientifica del XX secolo -, raccontandone le avventure in un testo che, aprendo una finestra anche su molti aspetti della nostra stessa esistenza, rappresenta un'eccellente introduzione alla genetica.
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