Mi sono distratto un attimo

Mi sono distratto un attimo

Alzi la mano chi non si è mai sentito spaesato tra i banchi. E chi non ha mai preferito fissare la finestra piuttosto che la lavagna, chi non ha mai sognato a occhi aperti durante le ore di lezione, chi non si è mai sentito sgridare con il nome e cognome a lettere maiuscole...«All'inizio il dubbio era solo ‘verifichiamo se è scemo totale o soltanto un alieno di passaggio' e le ipotesi si sono concentrate sulla seconda che ho scritto. Per immaginarne una terza ci sono voluti anni (non pochi), forza di volontà (tanta), capacità di non scoraggiarsi e di non arrendersi (incalcolabile)». Ecco, il mio rapporto con la scuola si può riassumere in questa frase, e alzi la mano chi non si è mai sentito spaesato tra i banchi... E chi non ha mai preferito fissare la finestra piuttosto che la lavagna, chi non ha mai sognato a occhi aperti durante le ore di lezione, chi non si è mai sentito sgridare con il nome e cognome a lettere maiuscole e chi... Insomma, ci siamo capiti. Proprio per tutti i Lorenzi del mondo, e siamo tantissimi, ho voluto raccontare la mia storia. Una storia di prof che si arrabbiano come un temporale forza 10, di stupidi bulli (ma quale bullo non lo è?), di "quanto manca alle vacanze?" (sempre troppo). Ma anche, e soprattutto, la storia di una famiglia meravigliosa (compresa mia sorella perfettina). Insomma, credetemi, possiamo superare ogni difficoltà, anzi cavarcela alla grande: basta saper ridere e sorridere, dire sempre quello che si pensa (magari non proprio tutto tutto, eh?) ed essere consapevoli della propria unicità. Io sono arrivato a scrivere un libro, pensate un po'!
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