Otto voci
Otto voci – alberi, animali, sorgenti e gli stessi defunti – si uniscono in un accorato appello all’uomo tecnologico dell’Antropocene, incurante e immemore della comune origine con tutto il vivente. La Grande Rete della Natura non conosce fenomeni separati, ma solo “intrecci” – come nella seconda parte del libro – dove ogni singola maglia fa parte dell’insieme. Anche uno strappo apparentemente insignificante finisce per danneggiare, talvolta in modo irreparabile, la Rete e chi ha sfregiato, per indifferenza o superbia, l’armonia del Creato.
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