Un moderato disordine
Racconti, poesie e monologhi da palcoscenico tutti brevissimi, istantanee di antieroi contemporanei e metropolitani con le radici nelle periferie, quelle delle città e quelle della mente. Uomini e donne che vedono il loro universo cambiare a velocità disumana e devono cambiarsi a loro volta, aggrappandosi alle trasgressioni, alle sostanze, ad una stabile precarietà. Del caos urbano si salvano pochi ricordi: la famiglia, la goliardia giovanile, alcuni amori, i sogni e certi momenti unici nei quali nonostante tutto la bellezza seppur “sporca, vissuta e resistente” pacifica gli opposti e si prende la scena.
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