Sulla nostra pelle. Geografia culturale del tatuaggio

Sulla nostra pelle. Geografia culturale del tatuaggio

Perché fin dalla notte dei tempi popoli di ogni epoca e luogo si sono disegnati la pelle? E per quale motivo civiltà e gruppi umani diversi hanno usato il tatuaggio per manifestare idee, credenze e valori? Come ha fatto questa antichissima pratica ad attraversare millenni di storia senza mai sparire, ma anzi mutando e adeguandosi in continuazione ai cambiamenti che hanno interessato la civiltà umana? Il tatuaggio ha ripetutamente cambiato il proprio significato ed è stato marchio di infamia e di appartenenza, distintivo sociale e segno magico, mezzo di ribellione e simbolo di libertà fino a diventare quell'accessorio di moda che oggi vediamo addosso a milioni di persone. Il volume vuole ripercorrere la millenaria storia di questa forma di comunicazione che l'uomo ha sempre usato, cercando di capire come essa è mutata attraverso continue risemantizzazioni a seconda delle culture nelle quali si trovava: l'osservazione del lungo percorso del tatuaggio porterà a renderci conto che ci troviamo davanti a una delle più portentose modalità con cui le culture umane hanno espresso se stesse. Nella seconda parte, il volume analizza l'esempio di una delle civiltà che più hanno fatto uso del tatuaggio come forma di comunicazione e di espressione culturale, i Maori della Nuova Zelanda che, con il loro celebre T? Moko, tanto hanno influenzato l'attuale fortuna della body-art contemporanea.
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