Rubens giocava a pallone

Rubens giocava a pallone

Nato da genitori contadini nella grande bonifica ferrarese, fin da bambino Rubens Fadini ha un sogno: diventare calciatore. Le numerose difficoltà della famiglia e l'opposizione del padre sembrano però renderlo impossibile, almeno fino a quando - complice il trasferimento a Milano e l'ingresso nella Dopolavoro Ceretti & Tanfani - la sua determinazione del ragazzo vince ogni ostilità e cambia un destino che gli sembrava avverso: a soli ventun anni, nel 1948, Rubens viene acquistato dalla squadra di calcio più forte del mondo, il Grande Torino. Subito soprannominato dai tifosi e dai giornalisti "il nuovo Mazzola", gioca dieci partite e segna un gol memorabile contro il Milan. Ma il 4 maggio del 1949 il fato ha teso la sua trappola e l'aereo della squadra granata, di ritorno da Lisbona, precipita sulla collina di Superga. Rubens è la più giovane vittima della più grande tragedia sportiva italiana. Partendo da un'attenta ricerca storica, Stefano Muroni riporta alla luce la vita di un campione dimenticato che ha il respiro dell'epopea e la magia di una leggenda.
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