Lavorare meno per lavorare tutti. Venti proposte

Lavorare meno per lavorare tutti. Venti proposte

Lo slogan, lanciato una quindicina di anni fa, che dà il titolo a questo libro del sociologo frances ed è ormai sulla bocca di tutti anche in Italia. Naturalmente, la chiave di volta, dl punto di vista politico e sindacale, è la riduzione del salario che dovrebbe accompagnare o no il passaggio alla settimana di 32 ore, o di quattro giornate lavorative. Ma secondo Aznar, e secondo André Gorz che nella prefazione dichiara la totale coincidenza delle proprie vedute con quelle dell'autore, il problema non si riduce a questo aspetto, pur essenziale e di estrema attualità. Lavorare meno senza diminuire i redditi presuppone, per compensare la perdita di salario, l'invenzione di un concetto nuovo: il 'secondo assegno' che redistribuisce globalmente la produttività del sistema senza gravare sui costi aziendali. E soprattutto implica una strategia complessa di lotta contro la disoccupazione che, accanto a una serie di proposte di riduzione del tempo di lavoro ('part-time' classico, anno sabbatico, tempo pieno autogestito a due ecc.), comprende la promozione di un 'terzo settore' parzialmente sottratto al mercato: quello dell'attività autonoma (autoproduzione, scambi basati sulla reciprocità, economia informale legalizzata), che introdurrebbe un 'terzo reddito' accanto al salario tradizionale e all'eventuale 'secondo assegno'.
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