Scienze e poteri: bisogna averne paura?

Scienze e poteri: bisogna averne paura?

Il discorso dei governanti è continuamente scandito da espressioni come "è dimostrato che...", "dal punto di vista scientifico...", "oggettivamente...". Ogni volta si tratta d'indurre coloro ai quali ci si rivolge a sottomettersi, ad accettare quel che è possibile. E quel che è possibile, nelle nostre società democratiche, che non riconoscono altra autorità che non sia quella riconducibile alla volontà delle popolazioni, è stabilito dalla Scienza. Per l'autrice, non solo la ripartizione tra scienza e decisione politica va messa in discussione, ma c'è il sospetto che tutti gli argomenti che invocano la scienza siano argomenti di potere, nocivi tanto alle scienze quanto alle esigenze di una democrazia che non si riduca all'arte di condurre un gregge. Questi due aspetti sono esaminati contestualmente lungo tutto il volumetto, la cui parte più nuova, al di là della strumentalizzazione delle scienze da parte del potere, consiste nella identificazione dell'azione del "veleno del potere" nel corpo stesso delle scienze. Per Stengers, nessun sapere degno di questo nome può costruirsi a proposito degli umani se sono assenti i gruppi reali cui tale sapere si riferisce. E se le società moderne hanno le scienze che si meritano, ciò ha a che vedere con la pratica della democrazia.
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