In cammino tra due mondi. Strutture del cristianesimo antico

In cammino tra due mondi. Strutture del cristianesimo antico

Dai modesti esordi nei villaggi della Galilea all'inarrestabile espansione in tutto l'Impero romano, la storia del cristianesimo è attraversata da un sottile, ma resistente filo conduttore: i cristiani vissero come cittadini di due mondi, immersi nelle realtà caduche dell'esistenza e al contempo rivolti con lo sguardo all'eterno. Se, infatti, da un lato, si radicò molto presto la convinzione che la loro vera patria non era di questo mondo, dall'altro essi professarono un credo unitario capace di influenzare fortemente la società e di regolare l'esistenza del singolo. Fissate le coordinate spazio-temporali entro le quali si sviluppò e si diffuse il cristianesimo, Markschies delinea i tratti salienti della religiosità individuale, nei momenti cruciali dell'esistenza come nella normalità della vita quotidiana, e di quella comunitaria, scandita dalla celebrazione eucaristica e dall'esercizio della carità. Ne emergono le ragioni per cui la nuova religione seppe conquistarsi un numero rilevante di seguaci: la semplicità della sua dogmatica, il coerente monoteismo, la certezza del legame con Dio assicurata dai sacramenti. L'annuncio di Gesù riduceva e spiegava così la complessità della vita e schiudeva all'uomo un orizzonte ultraterreno, un 'di più' che non si esaurisce nelle alterne vicende della storia.
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