Barocco e classicismo

Barocco e classicismo

Affermatosi da tempo come un classico, "Baroque et classicisme" (1957) rappresenta anzitutto un "risanamento della prospettiva storica": mentre restituisce al controverso concetto di barocco il profilo che storicamente gli compete, aiuta a configurare una diversa e più autentica comprensione dell'Europa moderna, ben evidenziando i limiti di letture e percezioni troppo spesso dominate, nella sensibilità comune così come nell'insegnamento e nella ricerca, da un sostanziale pregiudizio. Analizzate nelle loro componenti economiche, sociali, spirituali e nelle reciproche interazioni, le categorie estetiche di barocco e classicismo assumono carne e vita, in una visione della storia dell'arte il cui principale merito risiede nella capacità di sintesi. Nel panorama di studi che sempre più tendono a ripiegare sul particolare e sulle anomalie, Tapié offre un tentativo di lettura unitario del cosmo artistico, culturale e sociale dell'Europa seicentesca, prendendo le distanze da precomprensioni tradizionalmente legate alla critica dell'Ancién Regime. Dell'età barocca egli sottolinea le eredità (il rapporto con il Rinascimento, la Roma papale come prototipo di corte barocca), le forti radici strutturali, la dimensione di coralità, destinata a riverberarsi fin nelle più appartate province rurali e nelle terre del Nuovo Mondo, l'intimo legame con il mondo asburgico-mediterraneo e la tradizione cattolica.
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