Il paradosso dell'Italia a sovranità differenziata
Nel disordine globale, attraversato da gravi conflitti, l'Italia sembra indugiare in una faticosa opera di divisione e di riassetto interno dei propri poteri legislativi, in nome dell'autonomia differenziata, anziché rafforzare il proprio ruolo nella costruzione di un'Europa politica più forte, in grado di difendere sicurezza, interessi e valori nel mondo in cui viviamo. In un tempo di predicati e praticati sovranismi nazionali appare paradossale indebolire il Parlamento e l'unità nazionale attraverso la moltiplicazione dei poteri legislativi dei consigli regionali, leggi differenziate, amministrazioni sottratte a principi nazionali e unitari di semplificazione, “più norme, caste e costi”, alla ricerca di “sovranismi minori”. Un percorso della riforma molto complesso, ricostruito nei particolari della sua evoluzione sino ai nostri giorni, dopo la sentenza della Corte costituzionale del 2024 e il nuovo disegno definito Calderoli bis sui livelli essenziali delle prestazioni, di cui il libro offre una diversa lettura sulla base di un'idea del regionalismo differenziato come eccezione e non già come regola generale dell'assetto della Repubblica. La tesi dell'Autore è che l'autonomia differenziata, come pure il c.d. “premierato” che doveva esserne il contrappeso, sia una riforma istituzionale destinata al fallimento nell'attuale legislatura. Occorre dunque cambiare indirizzo.
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