La dignità umana e le sue radici esistenziali

La dignità umana e le sue radici esistenziali

Ne "La dignità umana e le sue radici esistenziali" di Gabriel Marcel si dà un posto eminente, nella bipolarità dell'opera dell'autore, ad un tempo filosofo e drammaturgo, al cosiddetto "versante teatrale". L'esposizione della pièce Il dardo introduce in maniera decisiva la tematica della dignità umana impregnata di un kantismo che, seppur teoreticamente incontestabile, ha perso molta della sua vitalità. Al di là di ogni intellettualismo razionalistico ed anche di una pur generosa proposta cristologica, secondo Marcel, la dignità umana si ritrova quando si coglie l'uomo nella sua nudità e debolezza, cioè come lo si scopre nel fanciullo, nel vecchio, nel povero, ossia "a livello della vita e della morte e non di una razionalità definita in astratto".
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