Geografia celeste e mundus imaginalis. Da Swedenborg a Strindberg

Geografia celeste e mundus imaginalis. Da Swedenborg a Strindberg

Il volume ricostruisce la dimensione filosofica del pensiero di Emanuel Swedenborg (1688-1772) attraverso l'esame di una serie di testi risalenti a metà Settecento (De Infinito, De cultu et Amore Dei) che segnano il passaggio dagli studi di geologia, mineralogia e cosmologia, relativi alla prima parte della sua produzione, a quelli anatomici e fisiologici, fino ad arrivare agli Arcana coelestia e al Vera Christiana religio, interamente rivolti all'esegesi delle Scritture e alla rivelazione del loro senso interno. La svolta teosofica, che ha connotato storicamente la posizione di Swedenborg, viene rivista alla luce degli interessi e dei dibattiti del suo tempo. Ne scaturisce una piena ricollocazione di questo autore nell'orizzonte culturale del Settecento: personaggio non più solo stravagante o rappresentativo di un universo patologico, ma ben orientato rispetto ai problemi di una razionalità moderna, la cui dimensione onirica e visionaria è anzitutto annuncio di un mondo che realizza le aspettative di un nuovo e insieme eterno umanesimo.
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