Vita di Wolfgango Amadeo Mozart scritta da lui medesimo

Vita di Wolfgango Amadeo Mozart scritta da lui medesimo

1787. Ha ricevuto da poco la notizia della morte del padre quando Wolfgango Amadeo Mozart sente improvviso l'impulso di scrivere. Disordinatamente, come in uno sfogo cui non sa porre freno. L'uomo che ha condizionato ogni istante della sua vita non c'è più e per lui è il tempo del rimpianto e del ricordo. Non per il padre perduto, ma per le cose cui, sotto la sua severa e vigile potestà, il giovane Wolfgango ha dovuto rinunciare. Un'esistenza piena, ricca di soddisfazioni, con tanto denaro da far ballare in tasca; il sogno della gloria al cospetto delle platee d'Europa, d'Italia; il desiderio di assaporare il frutto dolce dell'amore. Piaceri che, per la verità, pure non gli sono ignoti, come confida volentieri al suo diario. Due anni dopo il risentimento si è esaurito, è venuto il tempo di riprendere dal principio il racconto di ciò che gli è accaduto nei trentatré anni in cui ha abitato il mondo. L'intreccio della sua esistenza, passata la burrasca delle passioni che offuscano il giudizio, si fa più chiaro e la materia della sua vita può disporsi intorno a due momenti culminanti: il viaggio a Parigi in compagnia della madre, che per un concorso eccezionale di circostanze diventa un tragico cammino iniziatico in cui Mozart conosce l'Amore, la Morte, il Potere; e il breve periodo in cui il narratore-protagonista sprofonda nei debiti. Infine, potenza della scrittura, c'è spazio anche per riconciliarsi con la memoria del padre. L'autore del "Flauto magico", è noto, non ha lasciato un libro di memorie. Questa "vita scritta da lui medesimo" è in realtà il divertimento colto e partecipe di un fine conoscitore che, per colmare la distanza storica, ha voluto cimentarsi in un esercizio di immedesimazione ricostruendo la lingua e i pensieri del compositore. Attingendo rispettosamente al vastissimo epistolario e impiegando largamente le numerose interpretazioni dei biografi, Piero Rattalino ha creato una realtà virtuale. L'"autobiografia" racconta solo fatti documentati, ma per un'infinità di circostanze oscure o enigmatiche propone letture suggestive che lasciano trasparire le molte contraddizioni che formano la straordinaria e intricatissima personalità di Mozart.
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