Dissolvenze. Corpi e culture nella contemporaneitÃ
Avere un corpo è il dato ineludibile del nostro stare al mondo. Però riscrivere, manipolare, violare, spogliare, cancellare questo corpo sono le operazioni alle quali più spesso assistiamo nella contemporaneità . L'originaria concretezza del nostro vivere fisico è elusiva, non rappresentabile in modo univoco. E la sua rappresentazione si distende tra due tendenze diverse: un corpo materiale intensamente presente e modellabile, oggetto che designa il potere in forma di corpo dei leader (Berlusconi e Stalin), definisce una buona prestazione sportiva e conferma un canone estetico, più spesso femminile e sempre decretato dai media; e un corpo come entità non più permanente o addirittura ormai dissolto, nella rimozione dei corpi delle vittime (i desaparecidos in Argentina), nella scrittura e riscrittura come reinvenzione di un corpo traumatizzato da un incidente, nella censura sociale del corpo affetto da Aids e infine nell'arte come rappresentazione dell'invisibile. Con contributi che spaziano tra storia, politica, sport, estetica e arte contemporanea, e con tre lunghe interviste a Elio De Capitani sul teatro di Sarah Kane, a Nancy Schiesari sui tatuaggi dei soldati americani in missione in Iraq e a lain Sinclair sulla stanza vuota dell'ebreo Rodinsky, "Dissolvenze" è un catalogo di rappresentazioni del corpo nelle culture contemporanee. Con infiniti gradi intermedi, che sono sempre corpo.