Esistenze recintate. L'esclusione sociale nel pensiero e nell'opera di Andrea Devoto

Esistenze recintate. L'esclusione sociale nel pensiero e nell'opera di Andrea Devoto

Il volume offre percorsi di analisi e riflessione che si irradiano da un comune nucleo: la segregazione di esseri umani. Espressione di un potere di esclusione capace di assumere molteplici aspetti, dai campi di concentramento al contenimento istituzionalizzato del disagio psichico, dal dispositivo carcerario al forzato dislocamento spaziale dei migranti. Ne scaturisce un dialogo con i tanti "fuori norma" e "fuori luogo" che hanno calcato il palco della storia e continuano a essere presenti, loro malgrado, sullo scenario della contemporaneità. Scrivere di esistenze recintate non vuol dire solo parlare di biografie segnate da stigma, ma anche sollevare lo sguardo dal suolo per pervenire a una rappresentazione adeguata della presa del potere sullo spazio. Per comprendere come ogni società costruisca una peculiare geografia sociale attraverso barriere, muri, sbarre, filo spinato. Appoggiandosi su tale premessa, gli autori intraprendono un corpo a corpo con quella parte di umanità considerata "spazialmente eccedente", accomunati dall'idea che la memoria è azione. Non pratica di archiviazione del passato, bensì prospettiva per agire nel presente, cambiando il futuro.
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