Medioevo, un secolare pregiudizio

Medioevo, un secolare pregiudizio

Tra le glorie dell'antichità e i fasti del Rinascimento si stende la lunga sequenza, quasi mille anni, del Medioevo. Considerato ancora in tempi recenti epoca d'ignoranza, di abbrutimento, di sottosviluppo generalizzato, il tempo dei 'secoli bui', fitti di atrocità ed angherie, il Medioevo è ora oggetto di appassionate ed accurate rivalutazioni. In queste linea si pone Régine Pernoud, storica francese ormai ben nota per le sue vivaci e coraggiose indagini sugli aspetti più vari del Medioevo. La sua non è una rivalutazione cieca, ma una ricerca di dati obbiettivi, da opporre a tutti quei luoghi comuni che la tradizione, variamente influenzata ci ha lasciato. Se le volte gotiche reggono da quasi mille anni, se i codici antichi vennero trascritti e conservati, se il feudalesimo si rivela, allo studio, come un complesso sistema politico, lontano dall'assolutismo quanto dall'anarchia, se due donne come Eleonora d'Aquitania e Bianca di Castiglia ebbero alti ed effettivi poteri regali, come possiamo considerare cupa e decadente l'era in cui tutto ciò poté accadere? Nell'affascinante excursus della Pernuoud, all'interno di un taglio storico molto accattivante, si rivelano particolari vivaci, curiosi, poco noti, , che contribuiranno a mutare radicalmente il nostro concetto di Medioevo.
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