Perdere i giorni

Perdere i giorni

“Nell’ultimo sogno stringevo tra le mani la sottigliezza di un giglio. Gli occhi restavano mobili. Spostava, la corolla, la geometria dei nostri corpi. Dal tuo odore estrapolavo parole assenti. Il profumo pungente dell’acqua santa mi respirava accanto ché tu realmente non c’eri, e io mi punivo con distrazioni comuni dentro veleni lillà. Quel profumo acre proveniva dall’Ade, che una folata di freddo lo copriva tutto mentre io scappavo dal frastuono di una vicinanza accesa. Perché resto imprigionata in un meccanismo di difesa perfino nei sogni: dovunque l’amore annichilisca, il vulcano ammicca al fuoco anche se dormiente. E tu: un arcipelago sotto la sabbia corallina. Mai soddisfatto. Per te ero brutta, poi borghese, infine cagna. Tu laguna, tu fondale, e io spaccata nel possedere un dolore disteso su un tavolo piano. Distrattamente, al risveglio, ho avvertito la fine dopo anni e, banalmente, spero tu mi legga.
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

La quadruplice radice del principio di ragion sufficiente
La quadruplice radice del principio di r...

E. Amendola Kuhn, Arthur Schopenhauer
Osservazioni e massime
Osservazioni e massime

E. Burich, Georg Christoph Lichtenberg
Dolore e azione. Saggi di psicologia
Dolore e azione. Saggi di psicologia

G. Papini, Ettore Regalia
Il genio di Vico
Il genio di Vico

Giuseppe Ferrari
Gli strumenti della conoscenza
Gli strumenti della conoscenza

M. Calderoni, Giovanni Vailati
La morte e l'immortalità
La morte e l'immortalità

Ludwig Feuerbach, B. Galletti
Prolegomeni ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza
Prolegomeni ad ogni futura metafisica ch...

Immanuel Kant, A. Oberdorfer
La conoscenza come valore d'impresa. Stato e prospettive del settore dei servizi informatici nel Veneto (Casi e studi d'impresa)
La conoscenza come valore d'impresa. Sta...

Scarso Enrico, Bolisani Ettore