Uno specchio lontano. Un secolo di avventure e di calamità. Il trecento

Uno specchio lontano. Un secolo di avventure e di calamità. Il trecento

Barbara Tuchman ricostruisce il mondo del Trecento da grande storica e da insuperabile narratrice seguendo le orme di un uomo, Enguerrand VII signore di Coucy, che attraversò quell’epoca in tutta la sua tragedia e in tutta la sua magnificenza. «Un’opera scritta magnificamente, accurata e di profonda erudizione… Ciò che Tuchman fa è semplicemente raccontare com’era quel secolo… Nessuno lo ha fatto meglio». - The New York Review of Books «Un libro straordinario, meraviglioso». - The Wall Street Journal Il Trecento, come l’epoca che stiamo vivendo, fu un secolo in bilico tra luce e ombra. Gli uomini si disperavano e al tempo stesso danzavano sul ciglio dell’abisso. Un male venuto dall’Oriente con la prima globalizzazione delle rotte navali e dei commerci, la peste nera, uccise un terzo della popolazione dall’Irlanda all’India. Una guerra senza fine contrappose Inghilterra e Francia devastando le terre più ricche e lasciando il continente in balia delle compagnie di ventura. La crisi economica e un sistema fiscale oppressivo innescarono rivolte populiste. La Chiesa era contesa da due papi, uno a Roma e l’altro ad Avignone, mentre i turchi insidiavano ciò che restava del millenario Impero romano. Lo avrebbero definitivamente cancellato dalle carte geografiche conquistando Costantinopoli di lì a mezzo secolo. L’invasione islamica dell’intera Europa non era più un incubo ma diventava una possibile realtà. La civiltà occidentale sembrava al collasso. Eppure quello fu il secolo di Petrarca e Chaucer,dei romanzi cavallereschi, del pensiero filosofico e scientifico che si alimentava a Oxford, alla Sorbona, a Bologna, a Padova. Milano era la capitale finanziaria. Firenze, nonostante le crisi bancarie, negoziava con i sovrani del continente. Venezia era il principalecrocevia dei commerci. Lo spettrodella fine, in realtà, stava spazzando via il sistema feudale divenuto ormai obsoleto,basato su ideali cavallereschi sbiaditi e incontrasto con una modernità che si sarebbe dispiegata di lì a pochi decenni con l’invenzione della stampa acaratteri mobili, laconquista dell’America, la messa a puntodi armi da fuoco sempre più micidiali, la riscoperta dei Classici e la magnificenza delRinascimento. Barbara Tuchman ricostruiscequel mondo da grande storica e da insuperabile narratrice seguendo le orme di un uomo, Enguerrand VII signore di Coucy, che attraversò quell’epoca in tutta la sua tragedia e in tutta la sua magnificenza. Ci porta sui campi di battaglia, nei castelli,nelle campagne flagellate, nella vita quotidiana,nei balli sfrenati e nelle penitenze masochiste, tra nobili e servi, ebrei e cardinali, stregoni e mercenari, santi ed esattori delle tasse. Ci fa scoprire quell’epoca, così simile alla nostra, facendo le debite proporzioni, come se la stessimo rivivendo. Giungendo a smentire le Cassandre sempre pronte a decretare la fine di un mondo.
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Dettagli Libro

  • Titolo: Uno specchio lontano. Un secolo di avventure e di calamità. Il trecento
  • Autore: Barbara W. Tuchman
  • Curatore:
  • Traduttore:
  • Illustratore:
  • Editore: Neri Pozza
  • Collana: I colibrì
  • Data di Pubblicazione: 2020
  • Pagine: 800
  • Formato:
  • ISBN: 9788854521506
  • Storia - Storia

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