Tribalismi. Perché la società si sta frammentando

Tribalismi. Perché la società si sta frammentando

Viviamo in una società che è in realtà un aggregato di villaggi dove si avvicendano e amalgamano diversi colori e alterne abitudini in un vivido arcobaleno dai toni fluorescenti. Oggi sono in declino i valori universali, le gerarchie di valori condivisi: lo Stato moderno non rappresenta più i cittadini e si accolgono i leader populistici che calamitano le passioni e le inclinazioni dei singoli. In breve, sono giunti i nuovi barbari. Che non vivono in società ma in comunità, e si avvolgono nel manto dei loro segni di riconoscimento e autoriconoscimento, come il lusso o il tatuaggio, moltiplicandosi come cellule impazzite: più che di una società, siamo diventati membri di una tribù. E le tribù sono racchiuse nei loro territori che i loro membri tutelano gelosamente dinanzi a ingerenze e contaminazioni. Ogni tribù ha il proprio stile di vita. Sono state generate dai circoli privati, da piccole comunità autoreferenziali: hanno conquistato il caravanserraglio della Rete, dei social, che tutto accolgono e tutto vomitano. Le tribù sono un’eredità antica che si innesta già nell’origine della modernità, dalla quale Elio Franzini prende le mosse per condurci sino al dibattito su moderno e postmoderno, sino al presente e alle politiche della corporeità che lo nutrono.
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