Il mio vero nome è Elisabeth
Una ricercatrice, ossessionata dalla paura di impazzire, intraprende un’indagine per rompere il silenzio che avvolge la storia della sua bisnonna Elisabeth, detta Betsy — una donna dichiarata schizofrenica e sottoposta a lobotomia negli anni ’50, una delle prime in Francia. Di lei nessuno parla: i figli hanno sempre taciuto, i nipoti ignorano quasi tutto di lei. Attraverso lettere, archivi ospedalieri e interviste ai discendenti, Adèle Yon ricompone l’esistenza di una donna brillante e ribelle, troppo viva per il suo tempo. Andata in sposa a un uomo rigido, autoritario e crudele, che mal sopporta la sua indipendenza, Betsy viene prima sottoposta a una serie di elettroshock, poi lobotomizzata e infine rinchiusa in un istituto psichiatrico, dove trascorre diciassette anni tentando invano di fuggire.
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