Povera gente

Povera gente

Quando il romanzo apparve nel 1846, Dostoevskij aveva ventiquattro anni e non aveva mai pubblicato nulla. Eppure, bastarono poche pagine per suscitare l’entusiasmo della critica russa. Vissarion Belinskij, il più influente critico dell’epoca, salutò il giovane autore come l’erede di Puškin e Gogol’, consacrandolo immediatamente sulla scena letteraria. Ambientato in una Pietroburgo povera, umida e soffocante, il romanzo prende la forma di uno scambio epistolare tra Makar Devuškin, un modesto impiegato di mezza età, e Varvara Dobrosëlova, una giovane donna rimasta sola al mondo. Attraverso le loro lettere si dispiega una storia fatta di affetto, speranze, rinunce e piccoli gesti di generosità, sullo sfondo di una società in cui miseria e umiliazione sembrano essere il destino inevitabile degli ultimi.
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