Il lavoro importato. Immigrazioni, salari e stato sociale

Il lavoro importato. Immigrazioni, salari e stato sociale

"I problemi sono altri, non è la pressione migratoria la causa dei nostri mali". È questa, in sintesi, la reazione delle "persone colte" a ogni istanza di regolamentazione severa dei flussi migratori. E chiunque sostenga la necessità di porre dei limiti alla libera circolazione delle persone viene oggi sospettato di simpatie verso la destra estrema. Ma la realtà è più complessa. Nell'analisi di Barba e Pivetti, l'immigrazione è interpretata come un fattore importante di aggravamento degli effetti della mondializzazione sul potere contrattuale dei salariati e sulle condizioni generali di vita dei ceti popolari. Solo escludendo ogni concorrenza tra lavoratori di nazioni diverse possono aversi forme concrete di solidarietà internazionale. L'importazione dei lavoratori è il canale più diretto attraverso il quale si verifica questa concorrenza, di per sé incompatibile con la solidarietà.
Al momento non disponibile, ordinabile in 3 settimane circa

Dettagli Libro

Libri che ti potrebbero interessare

Kristy e la bambina più pestifera del mondo
Kristy e la bambina più pestifera del m...

Ann M. Martin, Marina Impallomeni
Jessi... pensaci tu!
Jessi... pensaci tu!

Ann M. Martin, Marina Impallomeni
Madrid. Con pianta di città 1:15 000
Madrid. Con pianta di città 1:15 000

M. Rotondo, C. Marinelli
Lisbona. Con pianta di città 1:15 000
Lisbona. Con pianta di città 1:15 000

Achim Bourmer, Marco Moretti, Eva Missler, Sonja Liebhardt, Alberto Rezzi, Giuditta Galli
Marocco. Con carta stradale 1:1 000 000
Marocco. Con carta stradale 1:1 000 000

Carla Ferrucci, Stefania Bertonati