Sulle tracce di Rutilio Namaziano. Il «De Reditu» fra storia, archeologia e attualità

Sulle tracce di Rutilio Namaziano. Il «De Reditu» fra storia, archeologia e attualità

Fra le ultime settimane di ottobre e i primi giorni di novembre del 417 d.C. un piccolo corteo di barconi navigò da Portus, il porto di Roma, verso nord costeggiando le rive del Tirreno. Portava un senatore romano di origine gallica, Claudio Rutilio Namaziano, che aveva la stringente esigenza di tornare nelle sue terre poste nei pressi di Tolosa: anche in Gallia, come nel 410 nella sua amata Roma, le scorrerie dei Visigoti avevano lasciato ferite profonde. Si tratta di un evento minimo, privato, che sarebbe stato condannato all'immediato oblio se Rutilio non avesse avuto il desiderio e soprattutto la possibilità di narrare quel viaggio in una breve opera in versi: il De Reditu Suo. L'autore visse quel ritorno come un esilio, e il testo che lo racconta non è tanto una descrizione di luoghi, quanto un viaggio interiore e una testimonianza ancora oggi ricca di spunti di riflessione.
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