Nerone di Arrigo Boito. I materiali d'autore e la ricostruzione di Arturo Toscanini
Arrigo Boito lavorò strenuamente alla tragedia lirica Nerone per oltre cinquant'anni senza riuscire a dare una veste definitiva alla sua creazione: l'opera fu infatti rappresentata postuma alla Scala il 1° maggio 1924, dopo la revisione del materiale dell'autore da parte di Arturo Toscanini, Antonio Smareglia e Vincenzo Tommasini. Fino ad oggi gli studi sul Nerone non sono stati numerosi e non hanno preso in considerazione tutte le fonti primarie, lasciando pertanto in ombra aspetti importanti circa lo stato dell'opera dopo la scomparsa di Boito e l'entità del lavoro coordinato da Toscanini. Questa trattazione offre un confronto tra la partitura autografa e i materiali ad essa preparatori e l'edizione Ricordi, con gli appunti della ri-orchestrazione per mano dei revisori, da cui emerge una nutrita quantità di divergenze tra la versione di Boito – tutt'altro che così incompiuta e frammentaria come generalmente affermato – e quella definitiva. L'analisi di diversi esempi specifici che illustrano il tipo di interventi operati da Toscanini e i suoi collaboratori dimostra come anche questi siano funzionali alla costruzione storiografica della figura dell'Arrigo Boito compositore nel contesto della cultura musicale italiana degli anni Venti del Novecento.
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