... Quel lontano campo di grano infinito...

... Quel lontano campo di grano infinito...

È un lavoro complesso e articolato, è un mondo composito ed eterogeneo quello che si rivela con la prima silloge di Jessica Cannata, si manifesta come un viaggio a tutto tondo nel mondo e nell'immaginario dell'autrice, sapientemente analizzato e sviscerato, sviluppato con l'ausilio di una scrittura ricercata, con parole profonde, sempre accurate; nulla è lasciato al caso, tutto converge per creare un'ampia visuale sulla vita e sull'intera esistenza. L'autrice partecipa in prima persona a questa creazione e si mette in discussione, già dalle prime pagine ci troviamo di fronte a un turbinio di pensieri, perfettamente orchestrati, e capiamo subito che il lavoro non sarà dedito esclusivamente alle emozioni intime dell'autrice, ma si allargherà a ventaglio, per comprendere riflessioni sul mondo "reale", concreto, con i suoi problemi e le sue false speranze. La poesia appare sempre positiva e reattiva, nonostante la nostalgia presente in diversi componimenti. Uno sguardo al presente, ma un occhio anche al futuro, sempre in costruzione.
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