Il labile equilibrio della pedina

Il labile equilibrio della pedina

Leggere questo romanzo significa entrare ogni notte dentro il Whynot, un locale notturno nei pressi del lungomare tarantino, i cui frequentatori abituali, finemente caratterizzati dalla penna di Pietro Frenta, si muovono come pedine nell'ambito di un gioco assurdo, in cui tutto è possibile. Significa entrare nel mondo privato dell'Equilibrista, barman del Why-not e protagonista della storia che, perduto nell'amore per l'affascinante Maria, la proprietaria del locale, vive un'esistenza solitaria a ridosso di quelle intuite, ipotizzate o semplicemente osservate dei clienti, da dietro il bancone del bar. Da essi l'Equilibrista trae ispirazione per scrivere brevi storie, spesso di un'unica pagina, che gli permettono di spezzare l'eterna attesa in cui sembra essere intrappolata la sua esistenza. L'Equilibrista, infatti, al di là del suo bancone non ha un ruolo, e la sua quotidianità è sospesa, nell'attesa dell'amore e della scoperta di se stesso; una ricerca che nasce proprio alla fine di un breve racconto la prima pagina di questo romanzo che rappresenta il primo indizio di un percorso interiore ineluttabile, che rapisce e coinvolge.
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