Dalla parte dell'utopia

Dalla parte dell'utopia

"L'efficienza massificante di una pseudocultura caratterizzata da discutibili valori, illusorie certezze e dogmatica fede nel progresso è ormai un dato di fatto indiscutibile nell'ambito del cosiddetto mondo civilizzato e ad un livello che possiamo senz'altro definire planetario in forza della diffusa globalizzazione alla quale, sia pure su fondamenti ideologici diversi, si richiamano in maniera insistente le diverse realtà politico-sociali. Perfino le aree che noi riconduciamo alla drammatica geografia del sottosviluppo ne sono coinvolte: guardano senza troppi sospetti ai "miracoli" della civilizzazione, ne subiscono il fascino effimero e mentre consumano il patrimonio delle loro energie più genuine nella rincorsa ad un modello di progresso estraneo e comunque discutibile, pagano in termini reali e progressivi di fame, miseria e dittatura un prezzo esorbitante. Se così dunque stanno le cose, qualsivoglia formula d'intervento che si prospetti secondo l'ottica usuale della cultura e della prassi non ha più ragion d'essere. La situazione contemporanea d'emergenza richiede un metodo d'analisi e prospettive di soluzione conformi al suo carattere d'eccezione".
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