Il tesoro perduto di Roma. Vae victis

Il tesoro perduto di Roma. Vae victis

Gallia Narbonense, I secolo a.C. I Romani, guidati da Giulio Cesare, non ancora Dittatore ma già proteso verso l'ambizioso progetto di coronare nelle proprie mani tutto il potere - sono alla vigilia della guerra contro gli Elvezi, una delle molte tribù da assoggettare per impadronirsi della Gallia. Tuttavia la mente del proconsole è proiettata oltre la battaglia, al ritrovamento del mitico tesoro sottratto all'Urbe da Brenno, re dei Senoni. Cesare ritiene infatti di aver individuato il villaggio in cui l'oro viene custodito, ma deve muoversi con cautela, nella misura in cui ritiene che una spia nemica sia riuscita a infiltrarsi nelle fila dell'esercito capitolino. Quando alla coorte pilotata da Crastino viene tesa una terribile imboscata nei pressi del luogo in cui avrebbe dovuto celarsi il bottino, i dubbi del proconsole diventano realtà. Ora deve sconfiggere i Barbari su due fronti. Coadiuvato dal fedele Labieno, e dai valorosi legionari Flavio, Lucio e Tiberio, metterà a punto un piano per riappropriarsi di quella ricchezza che gli avrebbe spalancato le porte dell'Impero.
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