Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham

Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham

"Soltanto le parole orali o scritte possono essere equivoche, univoche o denominative a differenza dei concetti i quali si attengono al principio d'economia che vieta di moltiplicare il numero degli enti se non per necessità". Guglielmo di Ockham fu un filosofo, teologo e frate britannico del XIV secolo. Se in Europa è una figura molto nota, in Italia è oggi conosciuto in particolar modo per il celebre "Rasoio" che porta il suo nome. I suoi studi, tuttavia, non devono far pensare ad uno scienziato secondo l'accezione moderna del termine, quanto piuttosto ad una figura determinante in qualità di precursore di concetti che saranno poi sviluppati solo nei secoli successivi. Alberto Labellarte ci propone una ricchissima monografia, un lavoro che analizza, in particolare, il pensiero di Ockham ed il suo incalcolabile contributo alla logica linguistica, oltre alle idee liberali che lo hanno portato ad un rapporto controverso con la Chiesa.
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