Le fantasie della solitudine

Le fantasie della solitudine

La grande villa, così la chiamavano, era una casa di cura e di riposo per le persone rimaste sole con la loro solitudine e con la loro follia di ricordare il passato. Le persone si conoscevano sedendosi sulle panchine del parco, dove le proprie storie venivano riproposte giornalmente, confabulavano tra loro e ognuno ripeteva mestamente, come una litania, il racconto della propria vita e dei propri sogni. Nella villa regnava una sorte di pace velata dalla benedizione di Dio, una speranza era nella prospettiva di tutti coloro che ci abitavano: uscire dalle tormentose giornate di solitudine. Giorno dopo giorno ognuno aspettava qualcuno per parlare e consegnare all'ospite il messaggio che quel posto era una follia di solitudine e così si intrecciano le storie d'amore, passione e tradimenti di Adriano, Francesca, Giulia e Ayda, quella di Cristoforo che custodiva sempre con affetto qualcosa che gli ricordava una persona incontrata nella vita, l'affettuosa storia d'amore di Cristoforo e quella di Lucilla e Giorgio. Storie diverse ma che alla fine si uniscono in un'unica grande storia che è quella della Vita.
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