Vae victis! (guai ai vinti!)

Vae victis! (guai ai vinti!)

Vae victis! (guai ai vinti!): "A tutt'oggi si sa molto poco di quei ventimila soldati romani al comando del generale Publio Quintilio Varo che nell'anno 9 d.C. trovarono la morte nella sperduta foresta della Germania settentrionale, chiamata selva di Teutoburgo o saltus Teutoburgensis, come indicavano le mappe militari dell'esercito romano. [...] L'oblio in cui rimane avvolta almeno in parte la tragica vicenda dell'esercito di Varo mi ha dunque incuriosito al punto da indurmi a scrivere un racconto che desse una risposta, sia pure di fantasia, ad alcuni interrogativi che mi aveva suscitato la lettura degli storici romani." Storiografia e narrativa si intrecciano per consegnarci un piccolo capolavoro letterario, una cronistoria puntuale e accurata di una vicenda ricca di azione e passione, che ben si presta ad essere oggetto della fervida immaginazione dell'autore. Una lettura avvincente, un romanzo cesellato con maestria, utile ad apprendere e comprendere l'infrangersi del sogno della conquista della Germania da parte dell'esercito romano.
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